Il progetto continua…

Dopo la conclusione del progetto “Mai più soli”, nel gennaio 2016, le attività dell’Apicom a favore dei beneficiari sono continuate, con l’intento di giungere al pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La formazione delle donne beneficiarie del progetto

Sono continuate le riunioni mensili con il gruppo di donne selezionate per la vendita delle uova. A partire dal mese di marzo 2016, si sono tenute complessivamente 5 riunioni di formazione finalizzate a rinforzarne le competenze nella gestione del piccolo commercio.

La produzione e la vendita delle uova

Dopo che nel gennaio 2016 l’APICOM aveva acquistato 2000 pulcini da allevamento, nei sei mesi successivi non si sono registrate perdite e la loro crescita è stata costante.  Ciò consentirà una maggiore produzione di uova rispetto a quanto previsto, avendo inizialmente calcolato per prudenza la perdita del 20% dei pulcini. All’inizio di settembre inizierà la produzione vera e propria delle uova e la vendita nei due grandi mercati di Mbanza Ngungu ad opera delle donne coinvolte nel progetto.

I bambini orfani e vulnerabili

Nel mese di settembre 2016, con i primi introiti derivati dalla vendita delle uova, gli 85 bambini orfani e vulnerabili beneficiari del progetto, già iscritti alle scuole, avranno la possibilità di iniziare nel miglior modo possibile l’anno scolastico e di fruire, come non era accaduto prima, dell opportunità di iniziare il loro percorso scolastico. Questo costituisce un grande fattore di crescita per l’intera comunità, rappresentando un incremento non trascurabile del suo capitale umano.

 

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Si è concluso il progetto “Mai più soli”

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Il progetto “Mai più soli” si è concluso il 31 gennaio 2016, a seguito di una proroga di due mesi  richiesta dalle associazioni partner e approvata dall’Ufficio Otto per Mille della Chiesa Valdese.
In sede di conclusioni, si può affermare che gli obiettivi indicati in sede di presentazione sono stati pienamente raggiunti, grazie al buon funzionamento del partenariato tra l’associazione proponente Psicologi per i Popoli nel Mondo e il partner locale APICOM, a cui va riconosciuta tempestività ed efficienza nella realizzazione delle diverse attività che aveva in carico, precisione  nella rendicontazione amministrativa delle stesse e piena disponibilità a integrare con lavoro volontario le attività non coperte dal finanziamento.
La micro-impresa sociale finalizzata alla produzione e commercializzazione di uova è stata implementata come previsto, attraverso l’acquisizione del terreno da parte dell’APICOM, la costruzione dell’unità avicola, la dotazione delle installazioni tecniche, l’acquisto dei pulcini e la fornitura del mangime e dei prodotti veterinari destinati a coprire il fabbisogno del primo anno di attività.
Il primo gruppo di 40 donne, di età tra i 18 e i 50 anni, appartenenti ad altrettante famiglie beneficiarie del progetto, ha ricevuto da parte dell’APICOM una formazione preliminare sulle tecniche di vendita e sulla tenuta della contabilità, in modo da essere preparate all’avvio della commercializzazione delle uova nei mercati locali non appena il prodotto sarà disponibile.
Altre donne, fino a raggiungere il numero di 50, saranno successivamente aggregate all’impresa, non appena questa si sarà consolidata.
La micro- impresa utilizzerà, per la sua gestione, una équipe di otto persone, già operative, quattro delle quali impiegate in compiti di direzione e amministrazione e quattro direttamente impegnate nelle attività di allevamento avicolo e di raccolta e confezionamento delle uova, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.
Tutto ciò servirà a garantire alle famiglie beneficiarie un reddito sufficiente a coprire i propri bisogni di base, migliorando le loro precarie condizioni di vita. Garantirà inoltre agli 85 bambini orfani o vulnerabili ad esse in carico il diritto all’istruzione primaria, fino ad oggi negato a causa della situazione di povertà in cui versano.
Una parte del ricavato delle vendite infatti sarà destinato a coprire i costi di iscrizione dei bambini alla scuola primaria di Loma Sala Sambila, convenzionata con l’APICOM, con una adeguata dotazione di abbigliamento e materiali scolastici.
Tra le attività non coperte dal finanziamento, ma incluse nell’impianto del progetto e realizzate grazie all’impegno delle due associazioni partner, vanno sottolineate quelle relative al supporto psicosociale fornito alle famiglie dei bambini, attraverso la definizione comune di linee-guida e la costruzione di strumenti e metodologie di osservazione.
Tali interventi, uniti alle attività psico-pedagogiche e di educazione sanitaria realizzate collateralmente, garantiranno ai bambini e alle loro famiglie un adeguato supporto educativo, sanitario e psicosociale, favorendone la crescita, lo sviluppo e l’inclusione nella comunità.

 

 

I pulcini di Mbanza Ngungu crescono

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Nel dicembre 2015 APICOM ha provveduto all’acquisto di 2000 pulcini presso l’azienda agricola GFED ubicata nella periferia di Kinshasa, trasportandoli nell’unità avicola di Mbanza Ngungu, con l’assistenza del veterinario consulente dell’associazione. Insieme ai pulcini, è stata acquistata la fornitura per un anno di mangime locale ed importato e di prodotti veterinari.

E’ così iniziato il percorso che porterà, nel mese di luglio, alla produzione delle prime uova destinate alla commercializzazione nei mercati locali ad opera delle delle 40 donne beneficiarie del progetto.

Una volta avviata l’attività di commercializzazione, i beneficiari finali del progetto saranno circa 300 persone, inclusi i bambini orfani e vulnerabili in carico alle famiglie che avranno la possibilità di frequentare le scuole nel prossimo anno scolastico.

 

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Ricomincia la scuola

A scuola

SCOLARIZZAZIONE DEI BAMBINI OEV

  1. Selezione delle scuole

In passato lAPICOM aveva collaborato con diverse scuole, dando sostegno scolastico a più di 100 bambini OEV. Per l’anno scolastico  2015-2016 invece ha preferito concentrare i bambini in un’unica scuola, la scuola primaria 1 LOMA SALA SAMBILA, in ragione delle capacità di ricezione di tale tipo di bambini e della qualità dell’insegnamento. Questa scelta inoltre faciliterà il lavoro di sostegno dei volontari.

  1. Iscrizione dei bambini OEV

I volontari dell’APICOM hanno realizzato un grande lavoro durante il periodo estivo per controllare l’autenticità dei dati forniti dalla scuola circa i nomi e gli indirizzi dei bambini OEV e per verificare le loro condizioni di vita.
Al termine delle verifiche, grazie al progetto “Mai più soli”, sono stati selezionati e iscritti alla scuola per l’anno scolastico 2015-2016, 85 bambini OEV, a cui sarà anche fornito un sostegno scolastico.

SUPPORTO PSICOSOCIALE ALLE FAMIGLIE CON IN CARICO I BAMBINI OEV

1. Situazioni a rischio

Prima dell’estate, l’APICOM aveva individuato 13 bambini che presentavano
segnali di un più o meno grave disagio. Di questi, attualmente, solo 6 sono stati
presi in carico. Durante l’estate, infatti, gli altri 7 bambini, appartenenti a
famiglie di militari, hanno seguito i genitori trasferiti in altre sedi.

2.   Relazioni intrafamiliari

I genitori e le famiglie affidatarie dei bambini OEV, sono figure fondamentali per il benessere psicosociale dei bambini OEV. APICOM ha fornito loro supporto, con una particolare attenzione ai segnali di traumatizzazione precoce e ai disturbi dell’apprendimento e della condotta.

3.   Rinforzo delle condizioni economiche

L’APICOM opera per ridurre la vulnerabilità economica delle famiglie con in carico i bambini OEV, per metterle in grado di soddisfare i loro bisogni essenziali, attraverso interventi legati alla gestione dei risparmi e l’accesso ai crediti, favorendo la conoscenza e i comportamenti finalizzati a una migliore gestione finanziaria della famiglia, l’integrazione delle attività con interventi complementari relativi, ad esempio, alle competenze parentali, la promozione di attività a basso rischio allo scopo di diversificare e di stimolare la crescita del reddito familiare.

 4.   Attività psicopedagogiche, visite domiciliari

A partire dall’inizio della scuola, il 7 settembre, l’APICOM ha avviato strategie in favore dei bambini OEV per il miglioramento del rendimento scolastico e della loro vita in famiglia. E’ stata costituita una équipe tecnico-educativa allo scopo di rinforzare l’efficacia nello sviluppo delle attività scolastiche, delle attività di sostegno periodico nella scuola e a casa per tutti i beneficiari del progetto, gli 85 bambini OEV e i membri delle loro famiglie. Nelle scuole di Mbanza Ngungu, le lezioni del primo turno si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 12,30 alle 17,25, quelle del secondo turno dalle 12,30 alle 17,25. Le visite alle scuole sono effettuate ogni venerdì per discutere con gli insegnanti dei comportamenti e il rendimento di ogni allievo.Le visite domiciliari hanno luogo tutte le domeniche per valutare la situazione dei bambini e delle loro famiglie.

5.   Educazione socio-sanitaria, gruppi di parola

I gruppi di parola dell’APICOM si terranno la prima domenica di ogni mese, coinvolgendo i bambini e le loro famiglie, con particolare attenzione all’igiene personale e alla prevenzione dell’AIDS, incluse nozioni sui comportamenti a rischio, sui test, sulla sessualità, le vie di trasmissione, etc.

I bambini di Mbanza Ngungu

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Dopo l’elaborazione del documento “Linee-guida: il supporto psicosociale nell’ambito del progetto Mai più soli”, la collaborazione tra le due organizzazioni partner si è incentrata sulle attività psicosociali rivolte ai bambini orfani e vulnerabili seguiti dall’APICOM. Attualmente, l’associazione sostiene 30 bambini del quartiere di Loma, assicurando loro assistenza e accompagnamento scolastico. Inoltre, 18 bambini hanno fruito di cure mediche e 13 bambini di supporto psicologico. Questi ultimi, tra i 6 e i 13 anni, presentano sintomi post-traumatici quali disturbi del sonno, incontinenza notturna, ansietà e paura, irritabilità, disturbi dell’attenzione e concentrazione, aggressività, reazioni psicosomatiche. Si tratta di bambini che hanno perso i genitori a causa di malattia o di morte violenta, bambini di strada, bambini vittime di maltrattamento e abuso, ex bambini-soldato. La consulenza di Psicologi per i Popoli nel Mondo all’équipe psicosociale dell’APICOM si è incentrata in prima battuta sulla costruzione di strumenti di osservazione e di presa in carico che permettano di misurare costantemente l’evoluzione della condizione psicologica dei bambini.

Restano in lista d’attesa numerosi bambini con problemi simili che APICOM è stata fino ad ora impossibilitata a prendere in carico per mancanza di fondi e che usufruiranno degli introiti del progetto “Mai più soli”.

Concluso l’allestimento dell’unità avicola

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Nei mesi di giugno e luglio sono stati completati i lavori di rifinitura della costruzione, consistenti nella intonacatura dei muri interni ed esterni e nella pavimentazione e imbiancatura dello spazio interno. Si è quindi provveduto ai lavori di elettrificazione dell’unità avicola, ai lavori di raccordo idrico, attraverso la perforazione di un pozzo, e alla realizzazione del sistema di riscaldamento con l’installazione di un pannello solare.

Sono stati infine acquistati materiali di consumo e attrezzature per l’avviamento delle attività di produzione delle uova.

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Per un accompagnamento psicosociale delle popolazioni nei progetti di sviluppo

L’approccio ecologico alla salute mentale

Migliorare le condizioni di vita delle popolazioni è uno degli obiettivi verso cui tendono le attività di APICOM. In alcuni contesti di intervento, caratterizzati da povertà estrema, fenomeni di esclusione sociale, guerre o microcriminalità generalizzata, la capacità di agire della popolazione, in altri termini la sua capacità di realizzare il proprio potenziale, viene compromessa. Queste situazioni pongono alcuni quesiti di fondo: nei contesti di povertà e di esclusione sociale, fornire servizi di base senza accompagnamento psicosociale delle popolazioni può portare a un miglioramento delle condizioni di vita ? Come integrare la componente psicosociale in un progetto di sviluppo, quando questa si presenta come necessaria ? La componente psicosociale complica il progetto oppure è indispensabile per raggiungere gli obiettivi ? Si può portare un territorio sulla via di uno sviluppo sostenibile senza occuparsi del benessere psicosociale della sua popolazione ?

Perché l’APICOM ha integrato la dimensione psicosociale nei suoi progetti di sviluppo ?

L’APICOM è una organizzazione non governativa che interviene nelle situazioni di povertà e di esclusione sociale. Tali situazioni possono generare, all’interno della popolazione, una condizione di disagio e disturbi psichici più o meno rilevanti che ostacolano le prospettive di sviluppo. Sempre più frequentemente, queste situazioni provocano un disagio psicologico che trova la sua origine nel sociale. Per questo si può parlare di patologie sociali : rottura dei legami sociali e familiari, problemi relazionali, disturbi del comportamento, mancanza di copertura dei bisogni di base, problemi legati alla sicurezza e alla protezione, etc.
L’accompagnamento è innanzitutto un’attività relazionale che mira al rinforzo reciproco.
L’APICOM si appoggia su un modello ecologico di comprensione. Questo modello non si focalizza unicamente sulle cause o sui fattori personali che portano a una situazione di disagio. Si tratta piuttosto di prendere in considerazione le modalità attraverso cui l’ambiente diviene un ostacolo o, al contrario, rappresenta un elemento facilitatore per le persone che vivono diversi tipi di carenze o di disfunzionalità (sensoriali, fisiche, cognitive o psico-affettive).
Abbiamo dunque scelto di lavorare più sugli effetti dei problemi di salute mentale nella vita quotidiana delle persone, in primo luogo sugli effetti a livello di tessuto comunitario e sociale, piuttosto che sulle loro cause.
La comunità possiede al suo interno le risorse che le permettono di prendersi cura delle persone che ne fanno parte. Noi accompagniamo i beneficiari dei nostri progetti a riattivare, attraverso ad esempio i gruppi di auto-mutuo-aiuto, i fattori di solidarietà che attraversano la comunità. Agli eventi traumatici che si verificano nelle differenti sfere della vita quotidiana, rispondiamo con il rinforzo del legame sociale e del potere di agire nel quotidiano delle persone, attraverso la mobilitazione dei diversi fattori di mediazione esistenti, culturali, sociali, economici.
E’ questa modalità di partire dall’ambiente di un individuo per impattare sulla sua salute mentale che noi intendiamo per “psicosociale”. Sarebbe tuttavia più giusto parlare di approccio ecologico alla salute mentale.

Come l’APICOM accompagna le popolazioni con disagio psicologico ?

Apicom promuove le attività psicosociali solo quando le popolazione beneficiarie dei progetti sono a rischio o mostrano segni di disagio psicologico. Non si tratta per APICOM di “psicologizzare” l’aiuto allo sviluppo. In generale, i beneficiari dei progetti pensano inizialmente che queste attività siano complesse, poco praticabili e non durature. Inoltre le attività di salute mentale e di supporto psicosociale toccano quanto vi è di più intimo nell’essere umano. Noi interveniamo prevalentemente in contesti ove la modalità prevalente di individuazione non è quella di una persona che diviene se stessa, autonoma, responsabile, emancipata, performante, da sola, ma quella di una persona che diviene se stessa strutturandosi a partire da codici morali e socio-culturali comunitari a cui non cerca di sottrarsi. Per questo noi tentiamo di partire dalle situazioni problematiche concrete.
Noi li accompagniamo in un percorso capace di far emergere soluzioni, con uno sguardo attento alle risorse disponibili locali e in collegamento con la maggior parte degli attori locali, in modo da avvicinarci il più possibile ai meccanismi propri dello sviluppo locale.
Un simile accompagnamento è in primo luogo un’attività relazionale che mira al mutuo rinforzo e che coinvolge le popolazioni in situazione di disagio psicologico e l’APICOM stessa, che implementa le azioni a beneficio delle popolazioni. Una volta che questa relazione si è stabilita, le due parti creano una situazione di fiducia e possono avviare uno scambio sulle problematiche più sensibili.
Partendo dai problemi concreti (economici, culturali, politici, familiari, etc.) e proponendo un accompagnamento centrato sulla mobilitazione delle risorse della comunità, è possibile attivare una forma di accompagnamento psicosociale in grado di guadagnare la fiducia dei più scettici. Innanzitutto in quanto fanno l’esperienza, per essi stessi, di ciò che questo accompagnamento può apportare, specialmente in termini di potere d’agire. Inoltre, poichè lavora sulla mobilitazione delle risorse della comunità, questo approccio ha un impatto sia sulla salute mentale delle persone, sia sulle loro risorse culturali, sociali ed economiche.

(documento a cura di Gabriel Mpemba, psicologo, presidente di APICOM)